FESTIVAL CARPINO IN FOLK 2026
Pensiero meridiano. Lentezza, dialogo, Mediterraneo
Il tema del Festival Carpino in Folk 2026 si ispira a Il pensiero meridiano di Franco Cassano,
sociologo barese e tra i più lucidi interpreti di un nuovo modo di guardare il Sud e i Sud del
mondo. Un pensiero che rifiuta il vittimismo e la subalternità culturale, e invita a “pensarci da
noi”, a partire dalla nostra storia, dai nostri luoghi, dai nostri tempi.

Il Sud come risorsa
Per Cassano il Sud non è un problema da risolvere, né una periferia da rincorrere. È uno
spazio denso di possibilità, una terra che custodisce saperi, relazioni, lentezze, capacità di
convivenza. Il Mezzogiorno, e con esso il Mediterraneo, non sono margini arretrati rispetto a
un modello unico di sviluppo, ma luoghi “altri”, capaci di offrire una visione diversa del
mondo.
Lentezza contro velocità
Il pensiero meridiano mette in discussione il mito della velocità, della crescita senza misura,
dell’efficienza come unico valore. Rivaluta il tempo lungo, l’ascolto, la cura delle relazioni, la
profondità dei legami. Una scelta non nostalgica, ma radicalmente contemporanea, in un
mondo segnato da fratture, disuguaglianze e nuove forme di violenza.
Mediterraneo: spazio di incontro
La collocazione mediterranea diventa, in questa prospettiva, una risorsa culturale e politica.
Il Mediterraneo come mare aperto, luogo di incroci, contaminazioni, scambi tra lingue,
popoli, musiche, religioni. Un mare che insegna la convivenza delle differenze e rifiuta ogni
idea di “purezza”, di chiusura, di nazionalismo identitario.
Carpino come luogo meridiano
Carpino, con la sua storia musicale, contadina e comunitaria, incarna questo pensiero. Il
festival diventa spazio di dialogo tra tradizione e presente, tra locale e globale, tra radici e
nuove traiettorie. Un luogo dove le fratture possono trasformarsi in ponti, le differenze in
occasioni di incontro, la cultura popolare in linguaggio universale.
Carpino in Folk 2026 vuole essere, come il pensiero di Cassano, un invito a guardare il
mondo da Sud non per chiudersi, ma per aprirsi: con lentezza, solidarietà e luce meridiana.
